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Economia

Arezzo, la forza delle donne: 8.282 imprese femminili sfidano la crisi globale e l'incertezza dei mercati. L'esercito di senior, manager e straniere

Oltre i confini: il mosaico internazionale che aiuta a sorregge il business aretino. Guasconi: "L'imprenditoria femminile sa riposizionarsi"

Giuseppe Silvestri

06 Marzo 2026, 05:39

Arezzo, la forza delle donne: 8.282 imprese femminili sfidano la crisi globale e l'incertezza dei mercati. L'esercito di senior, manager e straniere
In un’epoca di tempeste geopolitiche e mercati incerti, l’economia della provincia di Arezzo poggia su una colonna portante che non accenna a cedere: 8.282 imprese "in rosa". Non sono solo numeri su un bilancio, ma un presidio di resistenza che rappresenta il 23,6% dell’intero tessuto produttivo provinciale. Nonostante una lieve flessione numerica dello 0,9% rispetto al 2024, la struttura tiene, dimostrando una maturità che va oltre la semplice sopravvivenza.

L'imprenditoria femminile colonna portante del sistema Arezzo

La mappa del potere economico femminile
Il cuore pulsante dell’imprenditoria femminile aretina batte in settori tradizionali, ma con innesti di forte innovazione. Il commercio guida la classifica con 1.822 imprese (il 22% del totale femminile), seguito dall’agricoltura con 1.559 realtà (18,8%) e dalle attività manifatturiere che contano 1.007 imprese (12,2%).

Tuttavia, è l’incidenza percentuale a rivelare dove le donne dettano legge:
  • Altre attività di servizi: le donne gestiscono il 59,1% delle imprese del settore.
  • Istruzione: una presenza del 36,3%.
  • Sanità e assistenza sociale: il 36%.
  • Servizi di alloggio e ristorazione: il 31,3%.

Calano le imprese rosa nel comparto agricolo

Luci e ombre: i dati della variazione
Mentre settori storici come l’agricoltura (-2,3%), il manifatturiero (-3,2%) e il commercio (-2,1%) hanno subito contrazioni, il dinamismo femminile sta trovando nuovi sbocchi nei servizi avanzati. Spiccano le crescite nei servizi di informazione e comunicazione (+5,6%), nelle attività finanziarie e assicurative (+5%) e nell'istruzione (+3,9%). Anche le costruzioni, settore storicamente maschile, segnano un piccolo ma significativo +0,7%Sul fronte dell’occupazione, queste imprese danno lavoro a 21.215 addetti (il 18,2% del totale provinciale), sebbene si sia registrato un calo dell'1,4% nell’ultimo annoFra i principali settori quelli in cui le imprese femminili hanno peso più elevato sono: le altre attività di servizi in cui rappresentano oltre la metà delle imprese del settore (59,1%), istruzione (36,3%), sanità e assistenza sociale (36%), servizi di alloggio e ristorazione (31,3%) e agricoltura (28,8%).

Sono oltre 15 mila le donne con cariche di responsabilità

Mosaico generazionale e multiculturale
L’analisi delle 15.631 donne che ricoprono cariche di responsabilità (amministratrici, socie o titolari) rivela un profilo demografico sorprendente. La forza trainante è costituita dalla fascia 50-69 anni (7.906 titolari), ma colpisce la tenacia delle senior over 70, che con 2.233 posizioni superano di gran lunga le giovani sotto i 30 anni, ferme a quota 472Arezzo si conferma inoltre un crocevia di culture. Oltre alle 13.679 imprenditrici nate in Italia, il territorio ospita oltre 1.900 leader nate all'estero. La comunità rumena è la più numerosa (438), seguita da quella cinese (191) e quella albanese (135), con presenze crescenti da Bangladesh (99), Pakistan (81) e Nigeria (78).

Il commento e le sfide globali
"I dati di fine 2025 delineano un tessuto imprenditoriale femminile che dimostra una straordinaria capacità di riposizionarsi verso i servizi avanzati e le attività professionali – commenta Massimo Guasconi, Presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena – Ci troviamo di fronte a un mosaico di competenze e origini che conferma il ruolo fondamentale delle donne nel garantire la dinamicità del sistema economico provinciale. Si tratta però di uno scenario che purtroppo si scontra con una congiuntura economica nazionale che vede l'industria rallentata da consumi fragili e costi energetici ancora elevati, situazioni che si traducono in una crescita del Pil italiano di appena lo 0,5% rispetto al preventivato 0,7%.
Massimo Guasconi, presidente della Camera di commercio
"A questo - continua il presidente - si aggiunge un clima di incertezza internazionale alimentato dai conflitti in corso che non solo destabilizzano i mercati e le catene di fornitura, ma colpiscono profondamente la fiducia delle famiglie e delle imprese. In particolare, il conflitto in Medio Oriente, oltre a provocare morte e distruzione, rischia di incendiare ulteriormente un quadrante geopolitico vitale, con ripercussioni dirette sui costi delle materie prime e sulla stabilità degli scambi commerciali mondiali".
"Per quanto concerne l’export provinciale - conclude - i mercati mediorientali rappresentano uno sbocco importante: nei primi nove mesi del 2025 hanno assorbito l’8,4% delle esportazioni totali – pari a un miliardo e 36 milioni di euro su un volume complessivo di 12,4 miliardi – con il ruolo trainante degli Emirati Arabi Uniti che, da soli, valgono 838 milioni di euro (il 6,8% del totale), grazie al forte contributo della gioielleria. In questo scenario così instabile, la capacità delle donne di fare impresa, integrando culture e visioni diverse, rappresenta una risorsa strategica imprescindibile per la tenuta sociale ed economica della nostra provincia”.

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