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Occupazione

Lavoro, Montecitorio assume: cerca 24 addetti per le pulizie in Parlamento. Il posto che tutti vogliono

Julie Mary Marini

11 Marzo 2026, 18:03

Lavoro, Montecitorio assume:  cerca 24 addetti per le pulizie in Parlamento. Il posto che tutti vogliono

A Montecitorio 24 posti di lavoro

C'è un lavoro che pochi sognavano da bambini e che ora, a quanto pare, causa la fila di chi lo vuole. Lucidare i parquet di Montecitorio, lavare le vetrate che affacciano sui cortili del Parlamento, annaffiare i ficus nei corridoi dove si decidono le leggi, parcheggiare le auto dei deputati con patente integra e sorriso incluso. Ventiquattro posti, contratto a tempo indeterminato, condizioni economiche decisamente al di sopra della media del settore pubblico. Candidature aperte, o quasi, visto che la scadenza è il 13 marzo 2026. La notizia, rilanciata tra gli altri dal Corriere della Sera, ha fatto il giro delle redazioni con la velocità tipica di tutto ciò che mescola istituzioni, soldi pubblici e mansioni apparentemente semplici. Ma vale la pena guardarla da vicino, perché dietro le scovette e le innaffiatoi c'è una storia più complessa — di scelte organizzative, di autonomia parlamentare, di un modello di gestione che divide.


Chi è Cd-Servizi e cosa fa
Le assunzioni non passano direttamente dalla Camera dei deputati ma da CD-Servizi S.p.A., società controllata al cento per cento dall'istituzione parlamentare e nata con un obiettivo preciso: riportare in casa attività che per anni erano state appaltate a imprese esterne. Pulizie, ristorazione, facchinaggio, logistica — tutto ciò che muove e mantiene il palazzo è progressivamente rientrato sotto il controllo diretto di una struttura creata dal governo Meloni. I sostenitori del modello lo descrivono come una scelta di efficienza: più continuità nei servizi, più controllo sulla qualità, meno dipendenza da fornitori esterni che cambiano a ogni gara d'appalto. I critici, invece, ci vedono soprattutto un modo per aumentare il perimetro del personale collegato al Parlamento — e con esso i costi. Il piano di assunzioni rientra nel programma di gestione 2026 della società.


L'ingresso di Montecitorio

Chi cercano, cosa fanno
Il pacchetto si compone di 21 addetti alle pulizie, un responsabile del verde ornamentale e due unità per il servizio parcheggi. Le mansioni degli addetti alle pulizie sono quelle che ci si aspetta — pavimenti, arredi, vetrate, moquette, davanzali — con qualche dettaglio che tradisce il contesto fuori dall'ordinario: la lucidatura dei parquet e del cotto, la spolveratura dei corpi illuminanti in quota, la cura dei cortili interni. Non esattamente un condominio di periferia. Chi si occuperà delle piante dovrà avere conoscenze nel settore vivaistico e capacità organizzative. Chi gestirà i parcheggi dovrà portare buone capacità relazionali e — requisito che sembra banale ma evidentemente non lo è — una patente di guida senza decurtazioni di punti. Segno dei tempi o dei parcheggi

L'addetto alle pulizie parlamentari
Il punto che ha fatto alzare più di un sopracciglio è questo: nel processo di selezione peseranno anche le competenze trasversali. Comunicazione, lavoro di squadra, flessibilità, problem solving. Il profilo, insomma, non è quello di chi entra, pulisce ed esce, ma di qualcuno capace di muoversi in un ambiente complesso, frequentato da deputati, dipendenti, forze dell'ordine e visitatori, almeno tre giorni alla settimana. In effetti, chiunque abbia mai lavorato in un posto istituzionale sa che la difficoltà non è quasi mai tecnica. È gestire l'onorevole che si lamenta del rumore dell'aspirapolvere durante una riunione, o il funzionario che pretende la stanza rifatta entro cinque minuti. Il piccolo imprevisto quotidiano, come lo chiama pudicamente l'annuncio. Traduzione: il carattere, qui, conta quanto il mocio.

L'aula di Montecitorio

Quanto costa e quanto si guadagna
I contratti previsti sono part-time a tempo indeterminato. Il costo complessivo stimato dell'operazione oscilla tra 450 mila euro annui, nella configurazione part-time, e circa 700 mila euro se i rapporti di lavoro dovessero diventare a tempo pieno. Numeri che, spalmati su 24 persone, danno retribuzioni significativamente superiori a quelle tipiche dei contratti collettivi nazionali di riferimento per il settore pulizie. Qui entra in gioco il fattore che rende Montecitorio un datore di lavoro strutturalmente diverso dagli altri: l'autonomia amministrativa e contrattuale del Parlamento rispetto alla pubblica amministrazione ordinaria. Una prerogativa storica che si traduce, nella pratica, in condizioni economiche e di tutela notevolmente più favorevoli. Non è una novità, ma fa sempre un certo effetto quando la si misura sul costo di un secchio d'acqua e una scopa.

Come candidarsi
Le candidature vanno presentate entro il 13 marzo 2026 tramite il sito di CD-Servizi, compilando l'apposito modulo online. Una preselezione affidata a un'agenzia esterna avrebbe poi individuato una rosa ristretta di candidati da sottoporre ai colloqui finali. Il processo, almeno sulla carta, rispetta le procedure di selezione che ci si aspetta da un ente pubblico — anche se la natura societaria di CD-Servizi lascia margini di discrezionalità maggiori rispetto a un concorso ordinario.


La domanda che resta
La vicenda di CD-Servizi solleva una questione più ampia che va oltre i 24 posti e i secchielli dell'acqua. In un Paese dove il dibattito sul costo della politica è perenne e spesso logorroico, la scelta di internalizzare i servizi del Parlamento — sottraendoli al mercato degli appalti ma aggiungendoli al perimetro delle spese istituzionali — è legittima, ma non neutrale. Costa di più o di meno? Funziona meglio o è semplicemente più comodo? Domande precise che meriterebbero risposte altrettanto precise. Nel frattempo, qualcuno ha già mandato il curriculum. Con tanto di referenze sul parquet.

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