La nomina
Massimiliano Dindalini confermato direttore Cia
La parola d'ordine in casa Cia Arezzo è continuità. Massimiliano Dindalini è stato confermato direttore, incarico che ricopre dal 2022, a seguito della rielezione con ampio consenso di Serena Stefani alla presidenza. Si consolida così un assetto considerato vincente, con lo stesso binomio che negli ultimi 4 anni ha guidato un'importante fase di riorganizzazione interna e di rafforzamento della presenza sul territorio. Il lavoro del tandem Stefani–Dindalini ha preso avvio con una revisione della struttura organizzativa: nomina dei responsabili di zona con particolare attenzione a Casentino e Valtiberina, rinnovo delle figure di riferimento nei servizi strategici (fiscale, patronato e area tecnica) per rendere più efficiente l'organizzazione e migliorare la qualità delle prestazioni a cittadini e imprese.
Parallelamente sono stati realizzati interventi sugli spazi: la sede principale è stata ampliata, migliorando l'accoglienza e le condizioni di lavoro del personale. Cia Arezzo ha puntato a rafforzare la propria presenza territoriale per ridurre le distanze con utenti e mondo agricolo: emblematica è l’apertura della sede distaccata di Poppi, ricavata dal recupero di locali storici. I risultati non si sono fatti attendere. “Nel primo mandato abbiamo registrato un aumento significativo sia degli utenti sia degli associati”, sottolinea Dindalini. “Risultati che premiano l'impegno profuso nella riorganizzazione e nella risoluzione di alcune criticità operative”.
Sul piano esterno, Cia Arezzo ha intensificato la partecipazione a manifestazioni ed eventi, consolidando il dialogo con le istituzioni e la collaborazione con enti del territorio. Questo attivismo ha contribuito al secondo mandato di Serena Stefani alla guida del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno. Guardando al futuro, Dindalini traccia la rotta: “Investiremo nella qualificazione del personale, con particolare attenzione al settore fiscale e paghe, e rilanceremo le battaglie per la difesa del valore della produzione agricola, contrastando l'eccesso di burocrazia”.
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