I produttori
Eleonora Gori, export manager di Graziella, e l’imprenditore Paolo Cerofolini
Il settore orafo di Arezzo è fatto di operatori resilienti e capaci, ma il momento è particolarmente delicato e difficile. Lo si respira anche camminando tra gli stand di Orarezzo. Una tempesta perfetta, dalla quale si cerca di uscire sicuramente con il fascino e la qualità del Made in Italy e cercando di innovarsi. “Certo, non molliamo assolutamente. Sicuramente ci sono una serie di fattori a livello internazionale che conosciamo tutti – spiega Eleonora Gori, export manager di Graziella – poi ci sono le difficoltà legate all’oscillazione e all’aumento del costo della materia prima". Quindi un momento non facile, al quale le aziende devono rispondere con ancora più decisione e convinzione nel prodotto, nella qualità, nella ricerca tecnologica. Per quanto ci riguarda crediamo sia la unica soluzione per continuare a fronteggiare un momento che, come ripeto, è sicuramente difficile per il settore. Si guarda ad altri mercati, ma si prova anche a scommettere sulle vendite interne. Il gioiello, più leggero e di design, deve intercettare il favore dei più giovani.
“Non è impossibile, perché sicuramente c'è stato un nuovo apprezzamento del gioiello – prosegue Gori – dobbiamo probabilmente adattarci anche a quelle che sono delle linee più fashion, quindi uscire dal mondo dell’oreficeria classica ed avvicinarsi anche ad un prodotto che può essere più contemporaneo, più indossabile, più portabile. Nel nostro caso abbiamo realizzato una linea che è incredibilmente leggera, con una nuova tecnologia". C’è da proteggere, però, anche una manodopera specializzata, un know how tutto aretino. Anche qui, investire sulle nuove generazioni è l’arma vincente.
“È un momento particolare, sì è vero. Noi aretini siamo tenaci, duri, siamo dei bottoli ringhiosi, però quando arriva il momento di rimboccarsi le mani, ce le rimbocchiamo – afferma l’imprenditore Paolo Cerofolini – però questa tempesta perfetta esula dalle nostre capacità decisionali, ci sono troppi eventi esterni che non dipendono dal nostro settore e che subiamo passivamente. Un altro problema grosso sono i giovani, perché già c’è stato poco ricambio". Il mondo della scuola, secondo molti, è un grande bacino per le imprese orafe. Fondamentale la sezione orafi dell’Istituto Margaritone-Vasari di Arezzo. “Sì importante puntare sui nostri giovani – conclude Cerofolini – c’è da difendere la nostra mano d'opera, come è giusto che sia quando un settore è in crisi”.
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