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Le imprese

Chiudono più imprese di quante ne aprono, ma l’economia tiene: cosa sta davvero succedendo ad Arezzo

Massimo Guasconi: "Il sistema imprenditoriale evidenzia una sostanziale tenuta"

Alessandro Bindi

31 Gennaio 2026, 06:00

Massimo Guasconi

Massimo Guasconi, presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena

In provincia di Arezzo saldo negativo per le imprese. Il tessuto economico del territorio nel 2025 perde 23 aziende. Negli ultimi 12 mesi in provincia ne sono state chiuse 1.769 (escluse quelle d'ufficio) a fronte di 1.746 aperture. “I dati 2025 – commenta il presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena, Massimo Guasconi – mostrano un sistema imprenditoriale che evidenzia una sostanziale tenuta”. Il consuntivo indica una flessione che, seppur ridotta rispetto al 2024 (-46 imprese), si attesta a -0,07%. Un dato peggiore di quelli regionale (+0,43%) e nazionale (+0,96%), che colloca la provincia al penultimo posto nella classifica toscana della natalità-mortalità delle imprese. Peggio fa solo Massa Carrara (-0,13%), mentre le altre province registrano tutte un tasso positivo: Firenze (+0,56%), Grosseto (+0,68%), Livorno (+0,14%), Lucca (+0,27%), Pisa (+0,59%), Pistoia (+0,25%), Prato (+1,30%) e Siena (+0,25%).

“Il saldo finale, pur restando in territorio negativo – aggiunge Guasconi – registra un miglioramento rispetto all’anno precedente, segno che le imprese esistenti stanno consolidando la propria posizione sul mercato. Siamo di fronte a un’evoluzione strutturale verso modelli d’impresa più organizzati. Questo processo è confermato dal dinamismo di alcuni comparti strategici: i servizi alle imprese crescono del 2,1%, le attività professionali dell’1,1% e il settore finanziario del 4,4%. Segnali che indicano un progressivo innalzamento del livello di strutturazione del tessuto economico. Anche nel manifatturiero, nonostante le criticità, si riscontrano segmenti capaci di mantenere o migliorare i propri livelli”.

Leggero aumento delle aziende di costruzioni

In calo anche il numero complessivo delle imprese registrate, che a fine 2025 si attesta a 35.023 unità, lo 0,3% in meno rispetto al 2024. Il complesso delle localizzazioni aziendali operanti nel territorio si attesta invece a 43.491 unità, lo 0,2% in meno rispetto all’anno precedente. Per le imprese, alla flessione delle sedi si accompagna anche una riduzione dei livelli occupazionali, che scendono a 116.813 addetti (-0,9%). Per le localizzazioni, invece, pur diminuendo in numero, gli addetti crescono dello 0,7%, toccando quota 126.960 unità. “L’indicatore più significativo – conclude Guasconi – rimane quello occupazionale: nonostante la lieve flessione del numero di sedi, gli addetti sono aumentati”.

A livello di macro-settori presentano un andamento negativo agricoltura (-1,3%), manifatturiero (-1,8%), commercio (-1,6%), trasporti (-1,0%), servizi di alloggio e ristorazione (-0,1%) e informazione e comunicazione (-0,4%). Aumenta invece il numero di imprese nelle costruzioni (+0,6%), nelle attività finanziarie e assicurative (+4,4%), nelle attività immobiliari (+1,1%), nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,1%), nei servizi alle imprese (+2,1%), nell’istruzione (+2,1%), nelle attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+0,9%) e nelle altre attività dei servizi (+1,1%).

Il sistema aretino tiene, qualche azienda in meno, ma l'occupazione non cambia

Nel manifatturiero prevalgono i segni negativi: industrie tessili (-6,1%), abbigliamento (-3,8%), pelletteria-calzature (-5%) – intero comparto moda a -4,5%industria del legno (-2,9%), fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,6%), metallurgia (-4,1%), prodotti in metallo (-0,1%), apparecchiature elettriche (-4,9%), macchinari (-2%), mobili (-2,1%), gioielleria e oreficeria (-2%). In positivo risultano invece le industrie alimentari (+0,4%) e la bigiotteria (+6%). In calo le imprese del commercio all’ingrosso e gli intermediari del commercio (-2,1%), così come il commercio al dettaglio (-2,1%). Segno positivo, invece, per il commercio all’ingrosso e al dettaglio e la riparazione di veicoli (+2,3%). Stabili le imprese dei servizi di alloggio, mentre quelle della ristorazione segnano un -0,1%.

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