Verso il voto
Marco Donati
Marco Donati è pronto a unire le forze del suo schieramento civico e politico con il campo largo del centrosinistra, ma se la coalizione lancerà le primarie sul candidato a sindaco. È questo il succo del confronto tra il capogruppo consiliare di Scelgo Arezzo e il cantiere progressista tenutosi ieri pomeriggio. Un incontro interlocutorio che può preludere ad una alleanza elettorale forte, per togliere la guida del Comune al centrodestra, ma può anche non concretizzarsi. Da parte di Donati c'è dunque disponibilità a entrare nella coalizione di centrosinistra, accettando la logica collegiale, ma non rinuncia alla prospettiva per la quale lavora da tempo: proporsi come candidato sindaco.
C'è divisione su Donati nel Pd, perno dell'alleanza e il cui segretario comunale Luciano Ralli conduce con pazienza il percorso di cucitura pre elettorale. Settori del partito che fu di Donati (assessore nella giunta del sindaco Giuseppe Fanfani, quindi deputato dem) vedrebbero di buon grado l'operazione, ma ci sono anche forti venti contrari. Eventuali primarie di coalizione potrebbero mettere a confronto due (o anche più) aspiranti candidati: quindi Marco Donati e colui sul quale il campo largo punta, uno tra Vincenzo Ceccarelli o Stefano Tenti. Per quanto circoli sempre il nome di Franco Vaccari.
Il contatto di ieri tra Marco Donati e il cantiere progressista sarebbe partito dalla individuazione di un perimetro di valori da condividere: se cioè esistono posizioni, idee e programmi compatibili per un lavoro amministrativo insieme. La base, insomma, di una possibile alleanza, dopo gli anni all'opposizione della giunta del sindaco Alessandro Ghinelli. Nel 2020 Donati e il centrosinistra si presentarono divisi alle elezioni.
Una volta verificati i presupposti per le fondamenta di un progetto, c'è ovviamente il nodo della scelta del candidato sindaco, tema sul quale Donati vuol giocare la sua partita. Ed ecco la proposta delle primarie. Una eventuale risposta negativa ai civici sulle primarie, genererà una frattura insanabile o potrebbero esserci margini per un cammino insieme? Presto si saprà, anche perché, nel caso, le primarie vanno organizzate e questo presuppone lavoro e tempo. Uno strumento di partecipazione utilizzato nell'ambito del Pd a livello nazionale e nei territori, che consente a chiunque di esprimersi, che ultimamente ha perso un po' di appeal.
Intanto non è che nel centrodestra si viva di certezze, tutt'altro. Fermo restando sul tappeto il nome di Lucia Tanti, con imprimatur del sindaco uscente Ghinelli, prodigo di complimenti verso la sua vice ma anche di sferzanti raccomandazioni (“le serve la cura del ferro”), non è pervenuta fino a ieri sera la dichiarazione di disponibilità degli altri potenziali candidati. La lunga pausa di riflessione dell'avvocato Piero Melani Graverini può preludere ad una attenta ponderazione del gravoso e nobile impegno, in vista di un sì, ma anche anticipare una sofferta rinuncia. Chissà.
Non perfettamente decifrabile la situazione sul versante del gruppo di Marcello Comanducci e Gianfrancesco Gamurrini. Se da un lato quel mondo cittadino sembra recuperato nell'alveo del centrodestra, al riparo quindi da fughe civiche, dall'altro non perviene ancora la disponibilità a misurarsi in un sondaggio / valutazione. L'agenda dice che per venerdì o al massimo lunedì è prevista la presenza ad Arezzo, in contemporanea, della senatrice Simona Petrucci (Fratelli d'Italia) e della deputata Tiziana Nisini (Lega) nella prospettiva di quadrare il cerchio pre elettorale.
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