Salute
La nave Mv Hondius e un ratto nella metro di New York
Cosa sappiamo degli hantavirus? Cosa sono? Come proteggersi? Gli hantavirus sono virus zoonotici, cioè trasmissibili tra animali e uomo. Infettano naturalmente i roditori, che ne rappresentano il serbatoio naturale, e raggiungono l'uomo in modo del tutto accidentale. Non si tratta di un virus nuovo: è noto alla comunità scientifica da decenni e circola in molte regioni del mondo sotto diverse varianti. In Europa e in Asia sono presenti ceppi che causano la febbre emorragica con sindrome renale, una forma grave ma raramente fatale. Nelle Americhe invece circola la variante più pericolosa: il cosiddetto virus Andes, responsabile della sindrome cardiopolmonare da hantavirus, una malattia che colpisce i polmoni e può portare alla morte in tempi rapidi. Ciò che rende il virus Andes diverso da tutti gli altri è una caratteristica chiara: è l'unico hantavirus per cui sia stata documentata, seppur in modo limitato, la trasmissione da persona a persona. Questo avviene soltanto attraverso un contatto stretto e prolungato con un malato, non attraverso la semplice condivisione di spazi o la via respiratoria come nel Covid-19. È proprio questa proprietà ad aver attirato l'attenzione delle autorità sanitarie internazionali dopo i casi emersi a bordo della nave Mv Hondius.
Il focolaio sulla nave
Il 2 maggio 2026 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha ricevuto una segnalazione dal punto focale del Regno Unito: a bordo della nave da crociera Mv Hondius, battente bandiera olandese e salpata il 1° aprile da Ushuaia, in Argentina, con 88 passeggeri e 61 membri dell'equipaggio, si erano verificati casi gravi di malattia respiratoria. I primi esami di laboratorio condotti in Sudafrica hanno confermato l'infezione da hantavirus il giorno stesso della notifica. Al 10 maggio 2026, l'Oms ha confermato sei casi e tre decessi: una coppia olandese e una donna tedesca. In totale risultano otto casi tra sospetti e confermati, e l'Europa ha attivato il meccanismo di protezione civile per coordinare il rimpatrio dei passeggeri. Il probabile luogo di contagio sarebbe una discarica a cielo aperto nei dintorni di Ushuaia, nella Terra del Fuoco argentina, frequentata da appassionati di birdwatching. Il Cile ha escluso che il contagio sia avvenuto nel proprio territorio. La nave, dopo soste a Sant'Elena, Capo Verde e altre isole dell'Atlantico, durante le quali alcuni passeggeri sintomatici sono stati evacuati e trasferiti in ospedali europei, è attesa alle Isole Canarie, dove la gestione sanitaria sarà coordinata da 23 paesi con la supervisione dell'Oms.
Come si trasmette
Il contagio avviene quasi sempre attraverso il contatto con roditori infetti o con i materiali contaminati dai loro escrementi. Inalare polveri contaminate da urine, feci o saliva di topi infetti è la via di trasmissione più comune e il rischio è particolarmente elevato durante la pulizia di ambienti chiusi da tempo, magazzini, fienili, rifugi di montagna o zone rurali infestate da roditori. È fondamentale non spazzare o aspirare a secco queste superfici, perché il gesto disperde in aria le particelle virali, aumentando enormemente il rischio di inalazione. Per il virus Andes, come scritto, esiste anche la possibilità di contagio tra persone che vivono o assistono un malato in modo continuativo. Le modalità includono il contatto con le secrezioni del paziente, la condivisione di stoviglie o la gestione di biancheria contaminata. Non esiste invece alcuna evidenza di trasmissione attraverso punture di insetti, acqua o contatti casuali come strette di mano.
I sintomi
Il periodo di incubazione del virus Andes varia da quattro a quarantadue giorni dall'esposizione, il che rende il tracciamento dei contatti particolarmente complesso: una persona può risultare asintomatica per settimane prima di manifestare la malattia. I sintomi iniziali sono aspecifici e possono facilmente essere confusi con una comune influenza: febbre alta, intensi dolori muscolari soprattutto alle cosce e ai fianchi, mal di testa, brividi e vertigini, spesso accompagnati da disturbi gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea e dolori addominali. Nei casi che evolvono verso la forma grave, la situazione precipita in modo rapido. Compaiono difficoltà respiratorie, polmonite, sindrome da distress respiratorio acuto e ipotensione marcata. Il tasso di mortalità per la sindrome cardiopolmonare da hantavirus causata dal virus Andes può arrivare al 38–50%, una cifra molto superiore a quella del Covid 19. Paradossalmente, proprio la gravità dei sintomi facilita l'identificazione e l'isolamento rapido dei casi, rendendo più gestibile il contenimento del contagio rispetto a virus che circolano silenziosamente.
Cure e vaccini
Al momento non esiste un trattamento antivirale specifico approvato contro l'hantavirus, né un vaccino. La terapia è esclusivamente di supporto: monitoraggio clinico intensivo, gestione delle complicanze respiratorie con eventuale ventilazione meccanica e sostegno alle funzioni cardiache e renali. Un ricovero precoce in terapia intensiva può fare la differenza tra la sopravvivenza e la morte. Sul fronte della ricerca, l'immunologo Drew Weissman, premio Nobel per la Medicina nel 2023, ha confermato che si sta lavorando su possibili vaccini, ma che i tempi tecnici per portarli sul mercato sono ancora lunghi. In caso di pandemia da hantavirus, la tecnologia mrna ereditata dalla gestione del Covid 19 consentirebbe di sviluppare un vaccino in 10-12 mesi.
Il rischio per l'Italia e l'Europa
L'Oms, l'ECdc (Centro Europeo per il Controllo delle Malattie) e il Ministero della Salute italiano concordano nel classificare il rischio per la popolazione generale in Europa come basso, e molto basso per l'Italia. Al 10 maggio 2026 non risulta alcun caso confermato sul territorio nazionale. Il Ministero della Salute ha però attivato la sorveglianza attiva su quattro persone, due italiani e due stranieri residenti in Italia, che si trovavano sullo stesso volo Klm di una donna deceduta successivamente a causa dell'hantavirus e che era salita a bordo dell'aereo per un breve tratto durante un trasbordo per Roma. Le regioni Calabria, Campania, Toscana e Veneto sono state informate ed hanno adottato i provvedimenti del caso.
Il virologo Fabrizio Pregliasco nel periodo del Covid
Il notissimo virologo Fabrizio Pregliasco, dell'Università Statale di Milano, ha sottolineato come prendere un aereo, un treno o un traghetto sia in questo momento sicuro e che chi ha in programma una crociera non deve rinunciare al viaggio. Per chi si reca in Argentina o in altri paesi del Sud America, il consiglio è di consultare il sito Viaggiare Sicuri del Ministero degli Esteri e di evitare zone a rischio come discariche a cielo aperto, ambienti rurali abbandonati o luoghi con evidente presenza di roditori.
Come proteggersi
La prevenzione dell'hantavirus si basa essenzialmente sulla riduzione del contatto con i roditori e con i materiali da loro contaminati. Tenere puliti casa e ambienti di lavoro, ridurre le fonti di cibo accessibili ai topi, sigillare crepe e aperture negli edifici, conservare alimenti e rifiuti in contenitori chiusi ermeticamente: sono tutte misure semplici ma efficaci. Quando si pulisce un ambiente in cui potrebbe esserci stata la presenza di roditori, è indispensabile inumidire le superfici prima di passarle, mai spazzare a secco, e indossare guanti e mascherina adeguata. Questa precauzione, indossare la mascherina, è raccomandata solo in quel contesto specifico, non nella vita quotidiana. In tutte le situazioni ordinarie, le stesse buone abitudini igieniche valide per quaalsiasi malattia respiratoria: lavarsi spesso le mani, coprire naso e bocca quando si tossisce o starnutisce. Per chi si trovava a bordo della Mv Hondius o ha avuto contatti stretti con passeggeri della nave, l'Oms raccomanda di monitorare attivamente i propri sintomi per 45 giorni e di rivolgersi immediatamente a un medico in caso di febbre, dolori muscolari o difficoltà respiratorie.
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