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Il grande cantiere

Nuovo Ponte Buriano, prime proposte per il nome: da ponte Leonardo a Mona Lisa Bridge

Dopo la posa della prima pietra ci si interroga sull'intitolazione dell'infrastruttura. Intervengono politici e comuni cittadini

Alessandro Cherubini

29 Gennaio 2026, 08:37

Ponte Buriano

Posata la prima pietra del nuovo Ponte Buriano

Ponte Leonardo, ponte della Gioconda, ponte della Speranza, ponte Carlo Starnazzi, ponte Gualberto Gualdani. Ma anche Mona Lisa Bridge. E non mancano, sui social, ironia e sarcasmo: ponte della Speranza (perché il cantiere non si blocchi come altri).

Sui social o attraverso comunicati, emergono proposte di intitolazione per il nuovo Ponte Buriano nel comune di Arezzo, grande opera per la quale è stata posta la prima pietra nei giorni scorsi. Prevista per salvare il ponte monumentale sull'Arno, l'infrastruttura è destinata a svolgere un ruolo importante nei collegamenti. Il consigliere provinciale e comunale Simon Pietro Palazzo ha formulato la proposta di addivenire ad una intitolazione condivisa riunendo il consiglio provinciale e quello comunale.

"Nel 2021 il Consiglio Comunale ha approvato un atto per dedicare un luogo della città al Professor Carlo Starnazzi" ricorda Marco Donati, consigliere comunale di Scelgo Arezzo. "Per un caso sfortunato, o forse per distrazione, è stata l’unica decisione di questo tipo a non trovare seguito in un’intitolazione. Per questo, assieme a Valentina Sileno abbiamo proposto di dedicare la nuova infrastruttura che verrà realizzata, il nuovo ponte sull’Arno, al ricordo del Professore. Un legittimo riconoscimento ai suoi studi, al suo impegno e allo straordinario lavoro svolto in parallelo con Gualberto Gualdani."

È intervenuto sul tema anche Renato Viscovo, consigliere comunale di Fratelli d'Italia:

"In questi giorni il dibattito pubblico si è acceso attorno all’avvio dei lavori di un nuovo ponte nell’area di Ponte Buriano, un’infrastruttura che, secondo il cronoprogramma, vedrà la luce tra circa due anni e mezzo. Un’opera importante, destinata a incidere sulla mobilità e sullo sviluppo di un’area già ricca di storia, paesaggio e potenzialità. Proprio per questo, stupisce che l’attenzione della politica si stia concentrando fin da ora sull’intitolazione del ponte, quando ancora il ponte stesso non esiste. Personalmente ritengo che la priorità assoluta debba essere una sola: costruire l’opera, farlo bene, nei tempi previsti e con il massimo rispetto del territorio. Anticipare oggi una discussione simbolica rischia di apparire quantomeno inopportuno".

Viscovo comunque non si sottrae alla questione:

"Detto questo, poiché prima o poi un nome dovrà essere scelto, credo sia utile avanzare una proposta che non sia divisiva, non ideologica e soprattutto coerente con la storia e l’identità del luogo. La mia proposta è semplice e chiara: chiamare il nuovo ponte “Mona Lisa Bridge”. Una scelta che non nasce dalla provocazione, ma dal legame profondo e riconosciuto tra questo territorio e Leonardo da Vinci. Il ponte romanico di Ponte Buriano è infatti universalmente noto come il ponte raffigurato alle spalle della Gioconda, uno dei dipinti più celebri della storia dell’arte. Un legame che non appartiene solo alla memoria locale, ma all’immaginario mondiale."

"Intitolare il nuovo ponte “Mona Lisa Bridge” avrebbe un valore che va ben oltre il nome in sé. Sarebbe un potente richiamo culturale e turistico, capace di creare un indotto concreto, soprattutto a beneficio del ponte romanico e della frazione di Ponte Buriano. Chi attraverserà il nuovo ponte sarà naturalmente incuriosito, spinto a scoprire il contesto storico e artistico che lo circonda, invogliato a fermarsi, visitare, conoscere. Questo territorio, d’altronde, è già protagonista di uno sviluppo turistico importante e sostenibile. La navigazione dell’Arno in canoa, la rete di sentieri ciclopedonali, la sentieristica naturalistica, il turismo rurale che collega Capolona, Castiglion Fibocchi, Loro Ciuffenna, Laterina: tutto concorre a costruire un’offerta turistica integrata, lenta, rispettosa dell’ambiente e della storia".

Renato Viscovo conclude: "In questo quadro, il nome “Mona Lisa Bridge” diventerebbe un elemento di connessione, un filo narrativo capace di unire infrastruttura moderna e patrimonio storico, presente e passato, mobilità e cultura. Un nome comprensibile a livello internazionale, che parla a tutti senza bisogno di spiegazioni e che rafforza l’identità del territorio invece di sovrapporvisi. Prima di tutto, però, costruiamo il ponte. Poi, con serenità e visione, scegliamo un nome che non guardi solo all’oggi, ma che sappia parlare al futuro. Un futuro che, da queste parti, ha già un volto celebre in tutto il mondo: quello della Gioconda."

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