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Il personaggio

Agata Fiasconaro, la super manager dell'azienda regina dei panettoni e dei dolci di qualità. Il boss in incognito di un'impresa da 34 milioni di euro

Oltre 250 collaboratori, fatturato da favola e presenza commerciale in oltre 75 Paesi in tutto il mondo. L'alta pasticceria made in Sicilia

Giuseppe Silvestri

12 Gennaio 2026, 19:10

Agata Fiasconaro

Agata Fiasconaro, brand manager dell'azienda, e un pasticciere al lavoro

Nel cuore delle Madonie, tra le colline e gli uliveti del borgo medievale di Castelbuono, comune in provincia di Palermo, la storia di Fiasconaro srl è un esempio emblematico di come tradizione artigiana, visione imprenditoriale familiare e apertura ai mercati globali possano confluire dando vita a un’eccellenza italiana riconosciuta nel mondo. Fondata nel 1953 da Mario Fiasconaro, l’azienda nasce come una gelateria nella piazza Margherita del paese, luogo di incontro e socialità. Qui, tra profumi di agrumi e terra, prende avvio un percorso che, nel giro di pochi decenni, trasformerà un laboratorio artigianale in una dispensa di sapori esportata in decine di Paesi.


Un punto vendita della Fiasconaro

La storia
La storia imprenditoriale della famiglia inizia negli anni Cinquanta, quando Mario Fiasconaro apre la piccola gelateria. I figli crescono immersi in profumi, impasti e farine, imparando i segreti del mestiere attraverso un’arte che si fonda sulla pazienza, sulla cura degli ingredienti e sul rispetto dei tempi di lavorazione. La vera rivoluzione arriva negli anni Novanta: sotto la guida creativa di Nicola Fiasconaro, maestro pasticcere di grande talento, l’azienda interpreta in chiave mediterranea il panettone, integrandovi ingredienti tipici della Sicilia come agrumi, manna, pistacchi e mandorle. Questa ricetta diventa il punto di svolta per la notorietà internazionale del marchio. Oggi Fiasconaro non è solo sinonimo di panettone; l’azienda ha ampliato la sua offerta con colombe, torroncini, creme da spalmare, mieli, confetture e spumanti aromatici, confermando una vocazione alla ricerca e alla sperimentazione dei sapori che guardano alla Sicilia.

Alta pasticceria
Negli ultimi anni, Fiasconaro ha consolidato la sua posizione nel settore dell’alta pasticceria: la società sforna 15mila chili di panettoni al giorno, impiega oltre 250 collaboratori e supera un fatturato annuo di circa 34 milioni di euro, con una presenza commerciale in oltre 75 Paesi in tutto il mondo. La distribuzione internazionale comprende mercati maturi come Stati Uniti, Canada, Germania, Svizzera, Regno Unito, Francia, Australia e Nuova Zelanda, con un’espansione anche verso l’Asia. La reputazione del marchio è tale che i prodotti Fiasconaro sono stati serviti sulle tavole di figure di rilievo internazionale, tra cui capi di Stato e anche negli ambienti più esclusivi della ristorazione. Negli ultimi anni l’azienda ha attuato una strategia di rebranding e innovazione estetica dei propri prodotti, collaborando con artisti e designer per creare packaging che non solo proteggono i dolci ma raccontano la storia e l’identità siciliana. Nel 2024 Fiasconaro ha vinto il Miglior Packaging Ricorrenza con la Collezione 1953 alla fiera Tuttofood di Milano, una manifestazione di riferimento per l’agroalimentare. In quell’occasione, la creazione visiva del packaging è stata affidata a un’artista locale, valorizzando l’identità territoriale e il legame con Castelbuono.


Nicola Fiasconaro, fondamentale nello sviluppo dell'azienda

Agata Fiasconaro
In questo percorso di crescita e internazionalizzazione un ruolo centrale è ricoperto da Agata Fiasconaro, brand manager dell’azienda. Nella sua attività istituzionale, Agata non solo rappresenta pubblicamente l’azienda partecipando a eventi e fiere di settore, ma interpreta la visione contemporanea del marchio, fondata su territorialità, qualità e innovazione. Agata Fiasconaro è stata protagonista di importanti riconoscimenti: ha ritirato per Fiasconaro il Top Products Award alla VII edizione del Milano Marketing Festival per il panettone Fragolina e Ciliegia, un prodotto di alta gamma che incarna la sintesi tra tradizione siciliana e creatività pasticciera. In quella occasione, la manager ha sottolineato come il premio sia “un tributo ai valori più autentici che ispirano da sempre le nostre ricette: creatività, artigianalità e coraggio di sperimentare”, evidenziando anche la costante ricerca delle “migliori materie prime della nostra terra” come elemento caratterizzante della crescita aziendale. Oltre alla sua attività nei tradizionali canali della pasticceria, Agata Fiasconaro ha anche rappresentato l’azienda in contesti culturali e di dialogo internazionale. Durante l’edizione 2025 del Salone internazionale dell’alimentazione Sirha di Lione, Fiasconaro – con Agata tra i partecipanti – ha promosso una riflessione sullo scambio culturale e gastronomico tra Sicilia e Francia insieme a figure di rilievo della pasticceria internazionale, sottolineando la dimensione culturale oltre che commerciale del progetto Fiasconaro.

Segreti di famiglia
Il percorso di Fiasconaro non è solo una storia di successo commerciale; è la narrazione di una famiglia legata al proprio territorio, che ha saputo trasformare valori come pazienza, cura del dettaglio e conoscenza degli ingredienti in una leva competitiva sul mercato globale. Anche oggi, pur con una produzione importante e una strategia di crescita internazionale, l’azienda conserva nei suoi processi produttivi gesti e tecniche tipiche dell’artigianato dolciario. Questa filosofia ha portato il marchio ad essere percepito non solo come produttore di panettoni o dolci da ricorrenza, ma come ambasciatore della cultura gastronomica siciliana nel mondo, capace di coniugare un’eredità storica con le esigenze di un mercato sempre più sofisticato. 


Il panettone Dolce Presepe, una piccola opera d'arte

La tradizione
In una intervista al Gambero Rosso, Agata Fiasconaro ha spiegato che con il panettone "vogliamo raccontare gli angoli più remoti della nostra isola". Non solo i classici pistacchi, ma anche le fragoline di Sciacca e di Ribera, le pesche di Leonforte, il cioccolato di Modica o la Manna delle Madonie. Sempre nel segno della tradizione: "Sono cambiati gli spazi e il numero dei nostri collaboratori - ha aggiunto - ma le tecniche sono le stesse di sempre. Non usiamo automazione, tutto è rigorosamente manuale, non abbiamo tecnologie per abbattere tempistiche di lievitazione o asciugatura. Ci definiamo ancora pasticceri perché il pasticcere resta al centro di ogni fase produttiva".

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