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Settore orafo

Oro e gioielli, firmato il rinnovo del contratto di lavoro. Importanti aumenti in busta paga e welfare potenziato per gli oltre 33mila addetti

Maria Cristina Squarcialupi, presidente di Federorafi: "Accordo equilibrato capace di garantire stabilità"

Giuseppe Silvestri

12 Febbraio 2026, 17:57

Maria Cristina Squarcialupi

Maria Cristina Squarcialupi, presidente di Federorafi

In una fase in cui il fascino dei metalli preziosi deve fare i conti con le ombre di una congiuntura economica complessa, il settore orafo-argentiero italiano sceglie la via della coesione. Il 10 febbraio 2026 rimarrà una data spartiacque per gli oltre 33.000 addetti del comparto: è stata infatti sottoscritta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl) che era scaduto a fine 2024. L’intesa, che avrà validità fino al 31 dicembre 2028, non è solo un atto formale, ma un investimento sulla tenuta sociale del Made in Italy in uno dei suoi segmenti più prestigiosi e, al contempo, esposti alla volatilità internazionale.

Il cuore dell’accordo: buste paga e welfare
Il nuovo impianto contrattuale prevede un aumento medio a regime dei minimi tabellari di 200 euro lordi (riferiti alla 5ª categoria), che verranno erogati in tre tranche progressive: ottobre 2026, giugno 2027 e giugno 2028. Una boccata d’ossigeno per i lavoratori che include anche l’adeguamento Ipca previsto per giugno 2025. Non solo salario diretto, ma anche un’attenzione marcata alla qualità della vita: dal giugno 2028, infatti, il valore degli strumenti di welfare aziendale salirà a 220 euro annui. L’accordo interviene inoltre su aspetti normativi cruciali per la flessibilità e la sicurezza: dalle nuove causali per i contratti a tempo determinato alla gestione degli straordinari del sabato, passando per una revisione delle discipline su malattia, trasferta e reperibilità.

Stabilità necessaria contro la crisi
La firma arriva in un clima di profonda incertezza. Se il 2024 si era chiuso con un fatturato solido di oltre 12,7 miliardi di euro, i primi dati del 2025 hanno lanciato un allarme rosso: una contrazione delle esportazioni del 17,3% nei primi dieci mesi dell'anno. Un dato pesante per un settore che esporta quasi il 90% della sua produzione. Maria Cristina Squarcialupi, presidente di Federorafi, ha accolto con soddisfazione l'intesa, sottolineando il senso di responsabilità delle parti: "Le trattative hanno prodotto un accordo equilibrato, capace di garantire stabilità in un momento estremamente delicato. Oltre alla frenata del manifatturiero, pesano su di noi i record e la volatilità delle quotazioni di oro e argento". Squarcialupi ha inoltre lodato il lavoro del capo delegazione Dimitri Stella e il dialogo costruttivo con le organizzazioni sindacali, fondamentale per chiudere il tavolo in tempi relativamente brevi nonostante le turbolenze dei mercati.

I prossimi passi
Sebbene la firma sia stata apposta, l’iter non è concluso. Nelle prossime settimane l’ipotesi di accordo passerà al vaglio delle assemblee dei lavoratori. Saranno le consultazioni indette da Fim, Fiom e Uilm a dare il via libera definitivo. Un atto che ha il sapore della formalità, vista la velocità con cui è stata raggiunta l'intesa e la soddisfazione delle parti per un contratto che punta a proteggere il saper fare italiano, garantendo che l'eccellenza orafa possa continuare a brillare anche attraverso la tempesta economica. Il comparto nel 2024 ha fatturato 12 miliardi e oltre 700 milioni di euro, le aziende sono 6.825 e gli operatori 33.919.

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