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Arezzo

Oroarezzo, conto alla rovescia: le nuove strategie e il futuro della filiera. Ecco i piani per il settore orafo

Italian Exhibition Group ha preparato un'edizione in grande stile. Compratori da 49 paesi del mondo

Julie Mary Marini

18 Aprile 2026, 00:01

Oroarezzo, conto alla rovescia: le nuove strategie e il futuro della filiera. Ecco i piani per il settore orafo

Conto alla rovescia per Oroarezzo

Quattro giorni per misurare il polso di un'intera filiera. Dal 9 al 12 maggio, Arezzo Fiere e Congressi si trasforma ancora una volta nel cuore pulsante dell'oreficeria italiana: torna Oroarezzo, il salone internazionale organizzato da Italian Exhibition Group, con una formula che quest'anno punta più in alto che mai, in risposta a uno scenario geopolitico tutt'altro che semplice. La scelta di non fermarsi - anzi, di investire - è la prima notizia. In un momento in cui i mercati del Medio Oriente rallentano e le incertezze geopolitiche pesano sulle strategie di export delle imprese orafe, il distretto aretino risponde con presenza, non con prudenza. “Siamo consapevoli delle preoccupazioni delle aziende - spiega Matteo Farsura, responsabile della divisione Jewellery & Fashion di Ieg - Per questo stiamo attuando una strategia proattiva, con l'obiettivo di differenziare ulteriormente gli strumenti a disposizione”. Un approccio di squadra, nelle parole di Farsura, che coinvolge associazioni di categoria, istituzioni locali e imprese in una regia condivisa e aggiornata in tempo reale.

Gli espositori
Il salone raduna il meglio della manifattura orafa e argentiera italiana, con una rappresentanza che va ben oltre i confini del distretto di casa. Tra le aretine ci sono i nomi storici del comparto: Unoaerre, Giordini, Gold Art, Richline Italy, Coar, Fratelli Chini e Silo. Da Firenze arriva Graziella Braccialini, dal Vicentino Alessi Domenico, Superoro, Daniela Coaro e Lucchetta Armando, e dalla Lombardia la milanese Milor. Nel comparto dell'argento si distinguono Chrysos (Vicenza), Croma Catene, Efc Silver e Luiber dal distretto aretino. La vetrina internazionale si conferma solida: presenti la spagnola Alias Concept, le turche Zen Diamond e Arpas e una delegazione iberica rafforzata con le new entry Norreslet, Ragui e Ajamorim da Spagna e Portogallo. Ma la vera novità sul fronte internazionale è la partecipazione, per la prima volta ad Arezzo, di Gjepc e Hkjja, le associazioni rappresentative delle industrie orafe di India e Hong Kong: due mercati strategici a livello mondiale che entrano ufficialmente nel perimetro del salone. Nella gioielleria di alta gamma si segnalano le vicentine Fratelli Bovo, Veneroso e Caoro, l'aretina Artlinea e le valenzane Giloro e Moraglione. Da seguire l'esordio di Rossano Caldaroni, che porta ad Arezzo per la prima volta l'arte del micromosaico: una tradizione artigianale di altissima raffinatezza, fatta di tessere minuscole e pazienza secolare.

L’innovazione
Ampio e aggiornato anche lo spazio dedicato a macchinari e tecnologie, organizzato in partnership con Afemo. Tra i nomi di riferimento figurano Sisma, Fasti, Orotig e Italimpianti Orafi, affiancati da 3Dz, Btt e Zone Creative. Particolarmente interessanti i due nuovi ingressi: Elvatech, specializzata in tecnologie X-Ray Fluorescence capaci di eseguire vere e proprie “radiografie” su metalli preziosi, e Dtp, che propone strumenti per l'identificazione preliminare di diamanti sintetici rispetto a quelli naturali, una questione sempre più centrale in un mercato dove la tracciabilità è diventata valore aggiunto.


Conto alla rovescia per l'edizione 45 di Oroarezzo

Buyer da 49 Paesi
Sul fronte commerciale, Ieg lavora in sinergia con Ice-Agenzia per ampliare il raggio dell'incoming. I buyer esteri ospitati registrati alla manifestazione provengono già da 49 Paesi, con in testa gli Stati Uniti, seguiti da Romania, Hong Kong, Polonia, Messico, Argentina e Marocco. L'obiettivo dichiarato è intercettare operatori qualificati da mercati emergenti, puntando su Europa orientale, Asia e Nord Africa come aree di espansione prioritaria, in risposta al rallentamento dei mercati tradizionalmente più caldi.

La grande novità
La novità più attesa è il salto di qualità di Precious Fashion. Quello che nelle tre edizioni precedenti era un talk, momento di confronto e riflessione, diventa ora un'area espositiva a tutti gli effetti, con sedici aziende protagoniste. Un'evoluzione che racconta la crescente contaminazione tra manifattura orafa e industria della moda. Tra i partecipanti figurano Legor Group, Sisma, Novart, Fatà Smalti, Esa Electroforming Chemistry e le realtà riunite nel Consorzio Physis, oltre a Meccanica Marcato, Galvamet, Oms, Griba, UnoGlam e altre. Un ecosistema che copre l'intera filiera dell'accessorio moda di lusso: dalla progettazione digitale alla lavorazione dei metalli, dagli smalti alle finiture. Il tema della tracciabilità e della sostenibilità attraversa tutto il progetto come filo conduttore.

Congresso internazionale
In agenda anche il primo Congresso “The Global Outlook 2026. Mercati globali dell'oreficeria e strumenti concreti per la crescita delle imprese”, organizzato da Ieg insieme a Federorafi Confindustria, Ice-Agenzia e Afemo. Un appuntamento pensato per dare alle imprese strumenti concreti di lettura dei mercati internazionali e scenari utili a orientare le scelte strategiche nei prossimi mesi, perché in un anno in cui le carte si rimescolano, capire dove va il mondo dell'oro è già, di per sé, un vantaggio competitivo. Oroarezzo 2026 si presenta dunque come un salone maturo, capace di guardare oltre la crisi contingente e di costruire, edizione dopo edizione, una piattaforma che il distretto aretino, e non solo, si è guadagnato nel tempo. Quattro giorni per fare business, certo. Ma anche per immaginare dove può arrivare l'oreficeria italiana quando lavora in squadra.

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